Voglio cambiare Facoltà universitaria, ma non so cosa fare

Un dilemma molto comune da non sottovalutare

di Paola Federici

Scrivere nero su bianco a ruota libera i propri desideri e obiettivi aiuta a fare chiarezza

Scrivere nero su bianco a ruota libera i propri desideri e obiettivi aiuta a fare chiarezza

Ho 22 anni e sono iscritta al terzo anno di economia. Ho capito che il lavoro d’ufficio non fa per me. Vorrei un lavoro dinamico e stimolante. Solo che non so cosa fare. Qual è la mia passione? Cosa voglio fare nella vita? inoltre ho paura perché anche se ricominciassi un’altra facoltà sarebbero 5 anni e finirei a 28 e così sarei vecchia, fuori dal mondo del lavoro soprattutto senza avere esperienze lavorative. Voglio fare qualcosa che mi soddisfi. Ma cosa? L’unica costante della mia vita sono i romanzi visto che amo leggere.

 

Cara Enrica, lei non fornisce molte informazioni su di sè: parla di lavoro stimolante, ma non spiega cosa risulta “stimolante” per lei. Ad esempio, cosa fa volentieri quando è lasciata libera? e ancora, quali erano le sue materie preferite alle scuole medie e superiori? dice che le piace leggere romanzi: quale genere di romanzi? quali autori? ecc. E ancora: com’è arrivata alla scelta della facoltà di economia? Per quali motivi? forse per soddisfare le aspettative dei familiari o seguire le amiche…..tanti possono essere i motivi, ma talvolta non tutti sono validi. Quali sono i suoi interessi, o eventuali sports? E gli hobbies? Spesso si traggono idee utili che possono associarsi a una scelta entusiasmante anche negli studi.

Fare con calma un’autoanalisi della propria vita e delle scelte passate

Cominci una sorta di autoanalisi mirata a cercare cosa fa volentieri nella vita, e consideri che la facoltà di economia non significa sempre e solo lavoro d’ufficio, è una facoltà che apre le porte a molteplici possibilità. Se per esempio trova stimolante stare fuori dalle quattro mura potrebbe pensare di dedicarsi al ramo delle vendite, del marketing. Cosa intende lei per “stimolante”? Capisce che ognuno di noi può trovare stimolante qualcosa di diverso rispetto agli altri. Le piace solo leggere o si diletta anche a scrivere? A scuola come andava in italiano? e nei temi? le piace scrivere e le riesce bene?

Dopo questa analisi, nella quale potrebbe farsi aiutare da un consigliere di orientamento (anche presso le Università ce ne sono) o uno psicologo privato che conosca questa branca della psicologia, pensi anche come abbia fatto ad arrivare al terzo anno. In fondo c’è arrivata, come mai non le sono venuti i dubbi prima? Per esempio alla fine del primo anno di studi?

E’ a posto con gli esami? che votazioni ha conseguito? se  è molto indietro e ha superato pochissimi esami e con grande difficoltà, è possibile che proprio non le piaccia la facoltà, forse se l’è fatta andare bene per amor di quiete…per non contrastare i genitori…per pigrizia….o quant’altro. Ritengo che il suo percorso vada analizzato, per poter capire come è giunta alle sue conclusioni e tirare le fila della sua situazione nel modo più proficuo per lei.

town-sign-1148092__180Non sentirsi troppo “vecchi” per cambiare, darsi la libertà di cercare la propria identità

Se davvero avesse dato pochi esami e con voti bassi, a 22 anni si può cambiare eccome! Mi sembra esagerato considerarsi vecchia lavorativamente a 28 anni, età in cui ipotizza di finire una eventuale nuova Facoltà!  Non dovrebbe essere, comunque, un motivo, se considerato a sè, valido per continuare stancamente una facoltà che non la attrae.

Potrebbe anche darsi che lei non abbia voglia di fare l’Università, nessun tipo di facoltà, ci ha pensato? Forse sente una forte spinta verso il mondo del lavoro e, almeno ora, potrebbe non essere motivata allo studio. Ci pensi: forse sogna già di essere nel mondo attivo del lavoro? Di mettersi in gioco e guadagnarsi lo stipendio per sentirsi autonoma? Non dice nulla riguardo alla sua famiglia: se sia benestante, se le stiano col fiato sul collo, se nutrano grandi aspettative alle quali lei non riesce a sottrarsi….

E’ figlia unica? ha fratelli e sorelle? cosa fanno nella vita? lei è la primogenita, l’ultima, quella di mezzo? Uno psicologo la aiuta a capire anche le dinamiche che possono essersi instaurate a livello familiare delle quali lei è inconsapevole. Dinamiche che comunque l’hanno spinta a compiere scelte forse non del tutto adeguate a lei.

Uno psicologo/a consigliere di orientamento può essere un valido aiuto

Insomma, ci lavori un po’ su questo bisogno di “stimoli”. Cosa intende? da quando lo sente? ha conosciuto forse qualcuno di recente che svolge una professione accattivante e che l’ha fatta entrare in crisi?

Studiare ciò che piace è più facile che costringersi verso ciò che non si sente

Studiare ciò che piace è più facile che costringersi verso ciò che non si sente

Se ha bisogno di un aiuto professionale con uno o piu colloqui, io sono anche Consigliere di orientamento scol. e professionale, ricevo sia in provincia di Milano (Binasco) che a Rapallo (Genova). Penso che potrei esserle utile , anche solo con alcuni incontri.

Mi ricontatti se crede. Ricordi che non faccio consulenze telefoniche, nè via mail, perchè ritengo che il faccia a faccia sia fondamentale nella nostra professione per rendersi conto di chi ci sta di fronte, dei suoi problemi e dargli perciò l’aiuto in modo corretto. Spesso occorre anche sottoporre la persona a dei tests psicoattitudinali, che richiedono la presenza.

Dott.ssa Paola Federici, psicologa psicoterapeuta – Consigliere psicopedagogico e di Orientamento – Specialista in Psicoterapie autogene e brevi. Master in Ipnosi terapeutica e in Strategie cognitivo comportamentali

Dott.ssa Paola Federici

Dott.ssa Paola Federici nel suo studio di Binasco

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